Estate 2014

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Contemplare: potrebbe essere un esercizio da mettere in atto durante questa bella stagione, per entrare in contatto con la natura. Certamente il periodo delle vacanze e delle ferie ce ne da la possibilità. Meravigliati, estasiati, proviamo a pensare, riflettere, meditare, lodare e benedire il Signore per la creazione, per tutto ciò che è uscito dalle sue mani, come qualcosa di molto buono.
Il Libro della Genesi alla fine di ogni giorno della creazione annota che tutto ciò che Dio aveva fatto era cosa buona; l’ultimo giorno, dopo aver creato l’uomo e la donna, lo scrittore sacro dice che tutto quanto Dio aveva fatto era cosa molto buona. S. Tommaso scrive che attraverso la contemplazione del creato noi arriviamo al Creatore, cioè  Dio. Allora attraverso la contemplazione di un bel paesaggio, del mare, dei monti, del tramonto, dell’alba, dei fiori, dei prati, degli animali, dell’uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio risaliamo al nostro Dio, che è grande, misericordioso e Padre.
Il Cantico di Daniele esprime bene questi sentimenti:

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, angeli del Signore, il Signore,
benedite, cieli, il Signore.

Benedite, acque tutte,
che siete sopra i cieli, il Signore,
benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.
Benedite, sole e luna, il Signore,
benedite, stelle del cielo, il Signore.

Benedite, piogge e rugiade, il Signore,
benedite, o venti tutti, il Signore.
Benedite, fuoco e calore, il Signore,
benedite, freddo e caldo, il Signore.

Benedite, rugiada e brina, il Signore,
benedite, gelo e freddo, il Signore.
Benedite, ghiacci e nevi, il Signore,
benedite, notti e giorni, il Signore.

Benedite, luce e tenebre, il Signore,
benedite, folgori e nubi, il Signore.
Benedica la terra il Signore,
lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, monti e colline, il Signore,
benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore.
Benedite, sorgenti, il Signore,
benedite, mari e fiumi, il Signore.

Benedite, mostri marini e quanto si muove nell’acqua, il Signore,
benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore.
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore,
benedite, figli dell’uomo, il Signore.

Buone vacanze!

don Gianni Paganini

Pasqua 2014

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Ci sono degli inni stupendi, usati nella liturgia da tempi lontani. Uno di questi inni è la Sequenza della festa di Pasqua. È un testo poetico e ci trasmette il messaggio di Gesù Risorto fino a penetrare nel profondo del proprio cuore:

Alla vittima pasquale,
si innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

“Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?”.
“La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto;
e vi precede in Galilea”.

Sí, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
portaci la tua salvezza.

Usiamo questo testo come preghiera. Il Cristo Risorto porti a tutti pace, speranza e serenità. Buona Pasqua!

don Gianni Paganini                                                           Francesca Alimonti-Burandt

Missionario                                                                             Segretaria

 

 Calendario liturgico 2014

13 aprile 2014, Domenica delle Palme
ore 16:00 nella chiesa di St. Maria:
S. Messa, benedizione e distribuzione dei rametti di ulivo

17 aprile 2014, Giovedì Santo
0re 18:00 nella Windthorstsaal (KIZH):
Liturgia del Giovedì Santo e Lavanda dei piedi

18 aprile 2014, Venerdì Santo
ore 17:00 nella chiesa di St. Maria:
Via Crucis e Comunione

19 aprile 2014, Sabato Santo
ore 19:00 nella chiesa di St. Maria:
Solenne Veglia di Pasqua, con benedizione del Cero, dell’acqua e canto dell’Exultet

20 aprile 2014, Domenica di Pasqua
ore 16:00 nella chiesa di St. Maria:
S. Messa Solenne

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quaresima 2014

Padre Enzo Bianchi, monaco di Bose, alcuni giorni fa scriveva sul giornale “Avvenire” che la prima funzione della Quaresima è il risveglio della nostra coscienza di peccatori. Ognuno di noi, scoprendosi peccatore, sente il bisogno di essere salvato e questo atto di salvataggio avviene attraverso e per mezzo della persona di Gesù Cristo. Più scopro di essere peccatore, più Gesù mi salva.

S. Paolo nella 1 Tim 1,15 scrive: “Gesù è venuto per i peccatori, il primo dei quali sono io”. Questa opera di salvezza ha un segno ben preciso: è la cenere imposta sulle nostre teste il mercoledì di inizio Quaresima. Le opere di Quaresima sono la preghiera e il digiuno, l’ascolto intenso e la pratica di ciò che ci suggerisce la Parola di Dio e la nostra apertura solidale e accogliente nei confronti del nostro prossimo bisognoso.

Papa Francesco nella sua lettera scritta per il tempo quaresimale ci ricorda che siamo chiamati in modo particolare ad imparare, come credenti, a vivere con lo stile di Dio. Dio non vuole farsi servire da noi, come tante volte crediamo, ma Dio serve noi, si mette a nostro servizio. Dice il Papa, con una frase a effetto, che Dio è Dio al contrario. Egli muore per noi mettendosi a nostra completa disposizione. Questo è lo scandalo della Croce: meglio è la sapienza della Croce, come scriveva S. Benedetta della Croce.

Dal cielo alla terra, dalla condizione di Dio a quella mortale, da Signore a schiavo, da onnipotente a crocifisso; sì come dice la Gaudium et Spes: “Dio in Gesù Cristo ha lavorato con mani d’ uomo, ha pensato con intelligenza d’ uomo, ha agito con volontà d’ uomo, ha amato con cuore d’ uomo”.

Imparato allora lo stile di Dio, il cristiano deve vivere di conseguenza. Di grande importanza è quindi la nostra testimonianza nel servizio agli altri. La Quaresima è il sacramento della nostra conversione. Tutti abbiamo bisogno di convertirci, quindi tutti abbiamo bisogno di fare Quaresima. 

don Gianni Paganini

  • Il Mercoledì delle Ceneri, tutti i venerdì di Quaresima e il Venerdì Santo sono giorni di magro e digiuno.
  • Domenica 9 marzo 2014, I di Quaresima, al termine della S. Messa verranno imposte le S. Ceneri sul capo di chi lo desidera.
  • Ognuno, personalmente in questo periodo penitenziale,  scelga il suo proposito da realizzare e qualche opera buona di carità da attuare, come impegno della propria preparazione alla Pasqua.

Natale 2013

natale2013Mons. Tonino Bello con la sua sensibilità poetica e con una profonda spiritualità sacerdotale scrisse questi auguri natalizi che oggi giungono a tutti noi:
“Buon Natale amico mio: non avere paura. La speranza è stata seminata in te. Un giorno fiorirà. Anzi uno stelo è già fiorito. E se ti guardi attorno puoi vedere che anche nel cuore del tuo fratello, gelido come il tuo, è spuntato un ramoscello pieno di tante attese. E in tutto il mondo sopra la coltre di ghiaccio sono nati arboscelli carichi di gemme. E una foresta di speranze, che sfida i venti densi di tempeste e, pur incurvandosi, ancora resiste, sotto le bufere portatrici di morte. Non avere paura amico mio.
Il Natale ti porta un lieto annunzio: Dio è sceso su questo mondo disperato: E sai che nome ha preso? Emmanuele, che vuol dire „Dio con noi“:
Coraggio, verrà un giorno in cui le tue nevi si scioglieranno, le tue bufere si placheranno e una primavera senza tramonto regnerà nel tuo giardino dove Dio, nel pomeriggio verrà a passeggiare con te.”

Buon Natale!

Don Gianni Paganini
Missionario

Ewa Karolczak
Assistente pastorale

Francesca Alimonti-Burandt
Segretaria

Si riparte …

il_faroDopo le ferie e il periodo estivo eccoci pronti a ripartire ed entrare in pienezza negli impegni soliti della nostra vita quotidiana, di studio e di lavoro. Ripartono anche gli appuntamenti della nostra vita di comunità. Ma prima di segnalarveli e ricordarveli desidero presentarvi alcuni pensieri sull’enciclica che Papa Francesco ha scritto sulla verità della fede, edita il 29 giugno del 2013 (SS. Pietro e Paolo, patroni di Roma)

Questa enciclica fa parte di quella trilogia iniziata da Papa Benedetto sulle virtù teologali della carità, della speranza e della fede. Una prima stesura del testo è di sicuro opera del papa precedente, Papa Francesco l’ha poi completata con sue osservazioni e aggiunte. Il titolo completo è Lumen fidei, cioè “La luce della Fede”.

Si legge nell’introduzione che con questa espressione la tradizione della Chiesa ha indicato il grande dono portato da Gesù, il quale nel Vangelo di Giovanni così si presenta: “Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre”(Gv 12,46). La fede in Gesù rischiara quindi le tenebre della nostra vita. Eppure, parlando di questa luce della fede, possiamo sentire l’obiezione di tanti nostri contemporanei.

Questa luce valeva per le generazioni passate, ma non serve all’uomo moderno, che è fiero della sua ragione e guarda sempre di più verso il futuro per nuove scoperte scientifiche. Si è tributari in questo della filosofia di Nietzsche, che scrivendo alla sorella Elisabetta parlava di vie che si separano per l’umanità: se vuoi raggiungere la pace dell’anima e la felicità, abbi pure fede. Ma se vuoi essere un discepolo della Verità, allora indaga.

Il filosofo contrapponeva fede e ragione. La fede contrasterebbe con la ragione e sarebbe un’illusione di luce che impedisce il nostro cammino di uomini liberi verso il domani.

In questo processo la fede ha finito per essere associata al buio. Fonte sì di consolazione personale, ma non luce oggettiva per le motivazioni della ricerca.

È urgente quindi, dice Papa Francesco, recuperare il carattere di luce proprio della fede, perché quando la sua fiamma si spegne anche tutte le altre luci finiscono per perdere il loro vigore. La luce della fede possiede infatti un carattere singolare, essendo capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo. La fede nasce dall’incontro con Dio che chiama e svela il suo amore. La fede che riceviamo da Dio come dono soprannaturale appare come luce per la strada, luce che orienta il nostro cammino nel tempo. La fede non abita nel buio; essa è una luce per le nostre tenebre.

Dante nella Divina Commedia paragona la fede a una favilla che si dilata e diventa fiamma e poi risplende come stella in cielo. (Paradiso XXIV, 145-147)

L’anno della fede che stiamo vivendo è un tempo di grazia per riscoprire il dono della fede, che fa grande e piena la nostra vita. La Chiesa non presuppone mai la fede come fatto scontato, ma sa che questo dono di Dio deve essere nutrito e rafforzato perché continui a guidare il nostro cammino. Fede, speranza e carità costituiscono, in un mirabile intreccio, il dinamismo dell’esistenza cristiana verso la comunione piena con Dio. Com’è questa via che la fede schiude davanti a noi? Da dove viene la sua luce potente che consente di illuminare il cammino di una vita riuscita e feconda, piena di frutto?

Sono questi alcuni pensieri tratti dall’introduzione dell’enciclica. Facciamone tesoro.

Don Gianni Paganini
Missionario